Terra Murata: Procida luogo di estrema bellezza!

11/04/2020

Tra tutte le bellezze che costituiscono gran parte dell'inestimabile scrigno delle meraviglie costituito dalla penisola italiana, sicuramente l'isola di Procida rappresenta un posto unico nel suo genere, non solo per il suo aspetto tipicamente mediterraneo ma anche e sopratutto per la bellezza dei suoi paesaggi e per gli scorci che riescono ad incantare sempre vecchi e nuovi visitatori.

Infatti, solo pochi luoghi come questo riescono a coniugare alla perfezione passato e presente in un'atmosfera sempre suggestiva e irripetibile altrove.

Percorrendo le strade e i vicoli di quest'isola ci si lascia trasportare all'interno di luoghi che mostrano angoli sempre diversi e ognuno degno di nota a modo suo. In particolare, chiunque si appresti a visitare Procida per la prima volta ma anche coloro che la frequentano assiduamente e desiderano rinnovare l'esperienza, non può non dedicare parte del suo percorso alla visita di quello che rappresenta un vero e proprio centro fortificato che si trova sul promontorio più alto dell'isola, esattamente a novanta metri di altezza.

Stiamo parlando di quel luogo di estrema bellezza chiamato Terra Murata che, nonostante la passeggiata faticosa che spetta a chiunque voglia farvi sosta, ripaga i suoi visitatori con una vista mozzafiato su tutto il golfo di Napoli e una totale immersione nella storia lontana e recente del nostro paese. Si tratta del centro abitativo più antico di Procida, cuore vero e ben conservato dell'isola, che in tempi lontani rappresentava l'unico rifugio sicuro per tutti gli isolani che dovevano fuggire da invasioni esterne i barbari nel Medioevo e i saraceni che la saccheggiarono fino al '600 che miravano ad impadronirsi della posizione strategica di Procida per favorire i propri commerci.

Per questo motivo la conformazione di Terra Murata, pur essendo stata sempre abitata, è quella tipica delle fortificazioni militari: prima della costruzione delle mura che la circondano, erette solo nel '500, la funzione difensiva veniva svolta dalle stesse abitazioni degli abitanti. Infatti, le loro case erano state costruite attaccate l'una all'altra, senza alcuna apertura verso l'esterno e ciò garantiva già da allora al promontorio un aspetto fortificato e ostile visibile a chiunque si avvicinasse dall'esterno.

Dopo aver percorso l'irta salita che serve per raggiungere Terra Murata salita che merita comunque la fatica già solo per la vista mozzafiato che permette di ammirare, si accede al borgo attraversando le sue due grandiose porte d'ingresso e lasciandosi avvolgere immediatamente dall'atmosfera medievale del luogo amplificata dalla presenza di vicoli molto stretti e piccole abitazioni caratteristiche della zona.

Qui l'aria che si respira è quella tipica dei territori marini resa ancora più intensa da una brezza rigenerante che attenua il calore dei mesi estivi più afosi.

Se, viste dall'esterno, le case affiancate non lasciano alcuno spazio o distanza tra loro, viste dall'interno mostrano un susseguirsi si aperture e rientranze grazie alla presenza di innumerevoli terrazzi e balconi, archi e finestre, il tutto armonizzato dai caratteristici colori pastello che contraddistinguono anche altri luoghi caratteristici dell'isola.

Dopo essersi lasciati affascinare dai profili medievali e fortificati di Terra Murata compresi i due grandi cannoni a lunga gittata che risalgono alla Repubblica napoletana del 1799, l'attenzione passa subito a quelli che sono i suoi scorci e i suoi luoghi più importanti.

Il carcere di Procida:

Innanzitutto, quello che rappresenta l'edificio di maggior rilievo per questo luogo sia per la sua posizione dominante che per il suo valore storico: stiamo parlando del Palazzo d'Avalos che fu costruito nel 1563 dall'omonima famiglia che governò sull'isola fino al '700 e che si rese anche promotrice della costruzione delle mura fortificate. Nel 1815, dopo essere stato trasformato nel Palazzo Reale dei Borboni, venne adibito a scuola militare e, nel 1830, venne riconvertito nel carcere di Procida, grazie anche alla sua conformazione che lo faceva assomigliare ad una piccola città fortificata.

La struttura carceraria fu definitivamente chiusa nel 1988 e oggi è possibile ammirare il Palazzo d'Avalos solo previa prenotazione, ma sicuramente merita di essere visitato per la sua bellezza architettonica e anche per il suo valore intrinseco di testimonianza della storia politica, militare e urbanistica dell'isola.

Dal punto di vista religioso, Terra Murata conserva una delle più affascinanti e antiche testimonianze dell'ordine benedettino, più precisamente l'Abbazia di San Michele Arcangelo risalente, nel suo nucleo originario, al XI secolo anche se la sua attuale struttura risale al '500 dopo essere stata distrutta e ricostruita varie volte.

L'interno dell'Abbazia custodisce tesori di valore importantissimo tra dipinti il più famoso raffigura San Michele che sconfigge Satana, statue e una biblioteca che annovera tra i suoi gioielli molti manoscritti antichi. Inoltre, nei sotterranei è presente un antico luogo di sepoltura in cui sono conservati molti ossari.

Detto ciò, è facile intuire che Terra Murata rappresenta un vero e proprio luogo caratteristico e unico nel suo genere, sia per il valore storico che custodisce che per gli scorci suggestivi che riesce sempre a regalare.

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