I Limoni di Procida buoni e belli

15/01/2020

Il limone di Procida è il fiore all’occhiello dell’economia isolana: si presenta molto più grande, corposo e dolce della controparte che siamo soliti trovare al supermercato. La sua peculiarità risiede nel clima particolarmente mite e favorevole durante tutto il corso dell’anno, senza dimenticare le sapienti mani dei contadini che si dedicano da secoli alla coltura che ha reso l’isola famosa in tutto il mondo. La cucina campana non ha bisogno di presentazioni: il limone è impiegato nella preparazione di un’ampia varietà di piatti, i quali permettono di variare con sfumature di gusto impossibili da ottenere con una materia prima differente. Uno fra tutti? L’insalata di limoni, senza dimenticare l’amato Limoncello di Procida. In questo articolo abbiamo scelto di aprire una breve panoramica informativa in merito all’importanza che questo prodotto assume per l’economia isolana, analizzandone brevemente la sua storia e il motivo della sua fama.

Limoni di Procida: breve storia del prodotto tipico isolano

Procida è un’isola da sogno: l’acqua limpida lambisce le coste tipicamente tricolori, immerse in un panorama suggestivo e sempre ricco di dettagli da scoprire. Quale valore assume il limone nell’economia turistica campana? Dalla sua prima introduzione fra il 1100 e il 1200 nel bacino mediterraneo ad opera della popolazione romana, il prodotto viene reperito dalla cultura indiana e piantato sulle coste dell’Impero per permetterne la diffusione: le flotte mercantili erano solite fermare la loro navigazione sui litorali meridionali, ancorandosi spesso in prossimità delle prime isole che venivano incontrate dalle rotte commerciali. Il limone sbarca a Procida: la storia del prodotto tipico più amato dai locali e dai turisti è appena cominciata! La cultura del limone deve aspettare il Medioevo per ricevere la meritata attenzione: la sua diffusione raggiunse anche la Francia e la Spagna almeno fino al VIII secolo, momento in cui gli Arabi ne impiantarono nuovamente le coltivazioni nell’Andalusia e nell’Italia meridionale.

Limoni di Procida: l’importanza economia della materia prima più esportata dell’isola

I limoni di Procida hanno avuto una duplice funzione nel corso dei secoli: da un lato hanno preservato il territorio mediante delle tecniche di coltivazione 100% naturali - valorizzando le bellezze paesaggistiche dell’isola - dall’altro hanno consentito di diffondere la fama del Made-in-Italy nel mondo, stimolando la curiosità di turisti provenienti da ogni dove. Le piante di limoni sono la flora più famosa del verde campano: il prodotto che ne deriva è talmente grande e pesante da essere spesso denominato limone di pane, facendo riferimento alla possibilità di degustarne il succo dolciastro e profumato a fette, come se si tagliasse una pagnotta! L’aroma intenso è un valore aggiunto alla preparazione di piatti da degustare ad ogni assaggio: la fama della materia prima ha permesso all’isola di investire su una forma di turismo culinario eco-sostenibile, basato sulle local-experiences più amate dai visitatori: industrie e produzioni artigianali permettono di assistere al più amato dai turisti, allo scopo di comprendere il mix sapientemente bilanciato fra passione per la cucina e interesse nel preservare il territorio. Il risultato? Il limone di Procida incarna il motore di un'economia che ha aumentato costantemente i suoi dati di vendita e di esportazione solo negli ultimi anni.

Limoni di Procida: i prodotti tipici più amati

La fioritura isolana è particolarmente favorevole in virtù del terreno vulcanico su cui si tende a coltivare le produzioni stagionali: in questo modo, l’impiego della materia prima è davvero versatile. Dalla produzione di dolci e pasticceria di ogni tipo impossibile non assaggiare il gusto di gelato più acquistato nelle stagioni calde dell'anno,  il limone di Procida viene impiegato per la preparazione delle classiche lingue di bue e del Limoncello, il liquore ottenuto facendo macerare le bucce del frutto in una certa quantità di alcool. Non manca una ricca gamma di marmellate - molto versatili e apprezzate come souvenir dai turisti - e la presenza del limone di Procida a fette in tutta una serie di piatti che si rifanno alle prelibatezze del territorio. L’apporto di vitamina C permette di ottenere risultati concreti sul benessere e la salute della popolazione, senza dimenticare la particolare e originale resa estetica che è possibile donare a ogni piatto. Il limone di pane non teme la concorrenza, e si attesta come il fulcro di una fama culinaria che arreca un’economia dinamica e in continua ascesa.

L'insalata di limoni: il piatto che incarna la bontà della materia prima isolana

A Procida per assaggiare alcune delle specialità di maggior rilievo della tradizione culinaria campana? Ogni turista che si reca sull'isola rimane piacevolmente stupito dalla bellezza dei limoni più apprezzati al mondo. Non è un caso che il limone di Procida sia stato insignito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dalla Regione Campania del titolo di prodotto tradizionale italiano, presente nell’elenco dei sapori tipici regionali. L'insalata è dunque la ricetta che incarna al meglio la bontà del succo, intenso e saporito, della materia prima: cipolla, aglio, menta, peperoncino e il condimento della terra che serve a valorizzare una proposta rurale che affonda le sue radici nella tradizione culinaria di un popolo che era solito vivere lavorando nei campi.
In conclusione, il limone di Procida può a ben diritto essere definito il fiore all'occhiello dell'economia isolana: ideale per una grande varietà di piatti, esso è un buon compromesso per vivere appieno le sfumature gustative dell'isola campana!

 
 

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