Procida la Graziella di Lamartine

08/02/2020

"Procida" con il suo contorno discontinuo verniciato dalle varie tonalità screziate delle sue case e intercalato da barlumi di verde, è l'isola più contenuta tra quelle che fanno parte del Golfo di Napoli. Questo luogo colmo di fascino e di tradizioni come quella inerente i festeggiamenti sul mare collegati a "Graziella di Procida".

Storia e peculiarità riguardanti Graziella di Lamartine

"Graziella" è la tradizionale donna "procidana" ed è pure la più bella in assoluto. Il suo nome è associato al romanzo di "Alphonse de Lamartine" e alla "Sagra del Mare" che da ben 65 anni si svolge annualmente. Il suo personaggio sorge appunto nel racconto dello scrittore francese e si tratta precisamente di un'autobiografia che narra il grande amore nei confronti di questa splendida figura femminile. Quest'ultima di questo profondo sentimento ne morirà.

Il protagonista ossia "Alfonso" decide di partire per il territorio francese, assicurando alla sua amata che sarebbe tornato. "Graziella" lo aspetta fiduciosa ma inutilmente poiché purtroppo muore prima di poterlo rivedere. Dapprima riesce a mandare al suo amato una parte della sua chioma intrecciata col giuramento del suo amore infinito. "Alfonso" custodirà per sempre la treccia come pure la rievocazione di quella passione che non riuscirà più a ritrovare in altre donne.

"Graziella" rappresenta la classica donna di Procida per eccellenza, stupenda, dalle sembianze tipicamente mediterraneee e dalla personalità raggiante, affezionata al mare e devota al suo uomo.

Ogni anno si onora durante il periodo estivo un festeggiamento del mare proprio per rammentare "Graziella", ritrovandola nei visi di tutte le donne "procidane". Il concorso di "bellezza" è dedicato alle giovani dai "14" fino all'età di "21" anni.

La caratteristica di questa gara è quella di dover indossare i tipici e antichi costumi del loro territorio costituito da tonalità lucenti, meravigliose decorazioni ricamate dorate, tenute da parte dai nuclei familiari dell'isola da generazioni. Vestiti infrequenti e pregevoli che una volta venivano adoperati nelle cerimonie e negli avvenimenti speciali. Questo tipo di abito è composto da una parte primaria in raso oppure in velluto di "seta rosso carminio" o verde "smeraldo".  Ci sono pure delle varianti con dei toni molto più corrispondenti allo scuro e con aggiunte di particolari disegni tendenti al lucido-opaco. La parte frontale del vestito è impreziosita da ricami color oro effettuati mediante una specifica tecnica che lo rende molto somigliante a quella utilizzata per i vestiti religiosi. Gli orli son formati da abbellimenti pratici e al contempo fantasiosi. Nella parte centrale spiccano degli adornamenti che ritraggono immagini di tipo floreale, di frutta sia del posto che esotica, di animali e di tratteggi marini.

La gonna è la parte che più cambia sia per quanto riguarda il genere di tessuto, sia per quanto concerne le tonalità. Può essere composta da una "seta" molto lieve o al contrario alquanto pesante, ma può pure esser costituita da "cotonina".

Frequentemente è ingentilita da un bordo piuttosto consistente che le consente di esser molto più resistente e voluminosa. Il soprabito è il capo d'abbigliamento che contraddistingue ulteriormente il costume isolano facendolo diventare un abito esclusivo nel settore dei "costumi" regionali italiani ed ha una linea autenticamente asiatica.  I colori del cappotto possono variare dal "rosso" al "verde" ed è contrassegnato da raffinati ricami dorati e a "cocciole".

La festa si divide in tre sere, la prima riguarda prettamente il commemorare tutti coloro che son morti in mare, la seconda è dedicata alla scelta della "Graziella" che più di tutte corrisponderà alla "Graziella lamartiana". Nell'ultima sera si attua la consegna del merito per le svariate competizioni organizzate.

L'impatto che ha Graziella sul turismo di Procida

Nel "Palazzo della Cultura" è stato predisposto il "Museo Casa di Graziella" che ha una frequenza assidua di turisti. Qui infatti possono ammirare il rifacimento di quella che sarebbe potuta essere la dimora di "Graziella". Presenta un tipo di ammobiliamento che, pur risultando più agiato rispetto a quello che si può trovare nelle casette dei pescatori sia attuali sia principalmente dei tempi passati. Il pensiero di dedicare un museo alla giovane "procidana" nasce dal desiderio di associare un insieme di oggetti antichi, l'amore per "Procida" e un posto dove poter celebrare la romantica "Graziella" descritta nel romanzo.

Questa storia così coinvolgente ha ottenuto un grande riscontro e, infatti, sull'isola tanti vacanzieri che ne sono a conoscenza desiderano visitare questo luogo così suggestivo proprio per lei. Tra l'altro anche la "Sagra del mare" piace tantissimo ai turisti che partecipano con piacere a queste serate così particolarmente invitanti e belle.

Il fatto poi di poter indossare dei costumi così tradizionalmente particolari e meravigliosi durante il "concorso" apposito costituisce una peculiarità in più che attira molti più turisti, desiderosi di assistere alla gara così diversa dalle solite e colma di fascino. Grazie a questo incantevole racconto di "Graziella" e a "Procida" che si presenta talmente piena di attrattive, questo territorio italiano ottiene un ampio successo pure nel settore del turismo.

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